Nella guida precedente abbiamo applicato alcuni effetti ai suoni modificandone notevolmente il timbro. Qui cerchiamo di capire un po' più da vicino come operano esattamente le funzioni utilizzate.
Filtro passabasso
Il filtro passabasso ("lpf") elimina dal suono
tutte le frequenze superiori a una certa
soglia. Le immagini qui accanto sono due
sonogrammi di quattro suoni di piatto i cui
impulsi sono chiaramente riconoscibili
dall'intensità del colore. Come si può
vedere i suoni sono formati da varie
frequenze rappresentate dalle numerose righe
colorate sovrapposte. Ancora una volta
l'intensità del colore ci dice che la
frequenza fondamentale di questi suoni si
attesta intorno ai 500 Hz (0.5k nel
grafico). Però al di sopra di questa
frequenza ce ne sono molte altre di minore
intensità, con una certa energia fra i 4250
e i 4700 Hz circa. Questo è chiamato lo
spettro del suono, ed è qui che agisce il
filtro. Nel sonogramma di sinistra è
rappresentato il sonogramma del suono senza
filtro. Nel sonogramma di destra invece
possiamo osservare l'effetto del filtro.
Ricordiamo che per applicare il filtro
abbiamo usato la funzione "lpf" accompagnata
da una serie di numeri che abbiamo chiamato
argomenti. Nel caso del filtro passabasso
l'argomento indica la frequenza al di sopra
della quale le componenti sono attenuate,
detta anche frequenza di taglio. Ricordiamo
che gli argomenti del filtro erano in
sequenza 2000, 1000, 500, 200. Nel
sonogramma di destra si possono vedere i
risultati osservando come il primo colpo di
piatto sia molto meno ricco in frequenze
rispetto al piatto originale. Man mano la
frequenza di taglio si abbassa lo spettro si
riduce sempre più, creando un effetto di
forte attenuazione del suono stesso.
Formanti
L'effetto attivato dalla funzione “wovel"
(vocale) riproduce le modalità di
emissione delle vocali applicandole ai
suoni. Ogni vocale è contraddistinta
dalle formanti, che sono frequenze di
risonanza dovute alla conformazione del
tratto vocale. I tre sonogrammi qui a
lato riproducono tre note eseguite
utilizzando la forma d’onda "dente di
sega" (sawtooth). Nel primo
sonogramma non è stata applicata alcuna
trasformazione. Nel secondo sono state
applicate le formanti della lettera "a"
e nel terzo quelle della lettera "e".
Le formanti della "a" hanno dei picchi
di risonanza nella regione intorno ai
700 e 1200 Hz, mentre quelli della “e"
intorno ai 500-600 e 1800 Hz. Ciò causa
le alterazioni timbriche che sono udibili
nell'esempio riportato alla pagina
precedente.
Guadagno
La funzione "gain" (guadagno)
serve ad aumentare o diminuire
l'ampiezza del suono che ne
determina l'intensità. Il guadagno
si esprime in valori che vanno
da 0 a 1. Nelle due immagini
accanto è rappresentata una
sinusoide con un guadagno di
1.124 e di 0.9. Come si vede
l'ampiezza del segnale varia
considerevolmente.
Ritardo
La funzione "delay" (ritardo) simula l'effetto di eco che si verifica quando
le onde sonore incontrano un ostacolo e rimbalzano all'indietro rispetto
al punto di emissione. In Strudel il primo argomento della funzione si
riferisce all'ampiezza del segnale che viene ripetuto ad ogni rimbalzo.
Un argomento "0.5" significa che il segnale perde il 50% della sua intensità
ad ogni rimbalzo (secondo impulso in figura. Un argomento "0.1" significa
che ogni volta il segnale perde il 90% dell'intensità (quarto impulso in
figura). La sequenza rappresentata qui accanto è "0.9, 0.5, 0.3, 0.1.
Riverbero
La funzione "room" (stanza) riproduce l'effetto del riverbero, fondamentale
per arricchire il suono di tutte quelle riflessioni che avrebbe se fosse
generato in un ambiente reale, sia esso uno spazio chiuso o aperto. L'immagine
riprodotta qui accanto (tratta dal sito di Mauro Graziani) illustra cosa
avviene di un suono quando, viaggiando nello spazio, incontra vari ostacoli
come pareti, mobili, o barriere naturali. La complessità dell'evento richiede la
definizione di vari parametri. Tuttavia la funzione "room" semplifica di molto
limitandosi alla definizione del livello del riverbero, quantificabile da 0 a 1.