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Scale, arpeggi e accordi

Nella pagine dedicata a come eseguire le note in Strudel abbiamo fatto riferimento a due diversi tipi di notazione delle altezze: o usando il numero di nota MIDI con estensione da 0 a 127 (estensione della tastiera del pianoforte da 21 a 108), oppure usando la notazione in lettere da "a" a "g" più il numero d'ottava (in Strudel il numero predefinito d'ottava è il 3). Un modo per semplificare la scrittura melodica è l'utilizzo delle scale. Ogni scala è definita da una nota di partenza (tonica) e da una sequenza di intervalli. 
Per eseguire le note di una scala in Strudel bisogna utilizzare due funzioni. 
Una è "scale" seguita dal nome della fondamentale e dal tipo di scala. 
L'altra è "n" che seleziona un dato indice atttribuito a una serie 
di valori. Per esempio "major" corrisponde alla serie di intervalli che 
caratterizzano la scala maggiore. Questi possono esser richiamati attraverso i corrispondenti indici. 
Quindi il codice qui accanto corrisponde all'esecuzione della scala di 
Do maggiore, mentre il secondo a una scala esatonale con fondamentale Fa.
All'indirizzo 
https://github.com/tonaljs/tonal/blob/main/packages/scale-type/data.ts
si possono trovare tutti i tipi di scala presenti in Strudel.                 
La stessa struttura si può utilizzare per arpeggi e accordi. La funzione 
"decay" è stata aggiunta per accorciare il suono del pianoforte fino 
quasi a rendere l'effetto dello staccato.                                     
Arpeggi e accordi possono anche essere realizzati utilizzando le sigle 
accordali più comuni, come nell'esempio qui accanto. La lista delle 
sigle accordali è reperibile all'indirizzo
https://github.com/tonaljs/tonal/blob/main/packages/chord-type/data.ts
Da notare nell'ultimo esempio la funzione "clip" che allunga il valore        
delle note producendo un effetto di legato.
Un algoritmo molto interessante da esplorare è quello 
costituito dalla funzione "off" che aggiunge nel 
tempo prescritto l'intervallo relativo all'indice 
espresso da "add (n)". E' un modo molto semplice di 
produrre arpeggi complessi e molto ricchi. 
Nel primo esempio il riferimento è la scala di do 
minore. L'arpeggio viene costruito a partire da do3 
(“0”) a cui ad ogni quarto di ciclo vengono aggiunti 
l'intervallo dell'indice 2 (mib), e poi quello 
dell'indice 4 (sol) e dell'indice 6 (sib). Ma, basta                          
cambiare un solo indice - come nell'esempio successivo -  
per ottenere una combinazione molto più complessa....   
Riesci a spiegare cosa è cambiato?
Una funzione molto utile è anche "transpose" che trasporta una data           
sequenza secondo gli intervalli indicati. "Add" invece deve essere
annidata nella funzione "n" e aggiunge il numero di indice ad ogni
elemento della sequenza.
Nel secondo esempio la triade rappresentata dagli indici "0 2 4" 
viene costruita su tutti i gradi della scala di do maggiore e in 
base a questi viene interpretata. Si hanno infatti in sequenza una
triade maggiore (primo grado), due minori (secondo e terzo grado),
due maggiori (quarto e quinto grado), una minore (sesto grado),
una diminuita (settimo grado) e una maggiore.